DSU (ISEE) 2026 (redditi 2024): i "redditi da capitale" non vanno inseriti

Sintesi: diversamente da quanto si può reperire interrogando velocemente una AI, a partire dalla DSU 2025 i redditi da capitale (dividendi, plusvalenze da vendita, proventi) non vanno auto-dichiarati nella quadro "REDDITI E TRATTAMENTI DA DICHIARARE AI FINI ISEE (quadro FC4).
Nel quadro vanno infatti riportati solo redditi derivanti da attività lavorative o assimilabili (previdenza, sport). Questo è confermato dagli esempi espliciti riportati nelle istruzioni della DSU 2025.

I redditi da capitale, così come i redditi da canone da locazioni ad esempio, vengono rilevati automaticamente in fase di pre-compilazione e considerati parte dei "Patrimoni". Si elencano anche le uniche eccezioni di redditi da attività non lavorativa da dichiarare, specificate in modo puntuale da INPS.

In passato era poco chiaro come dovessero confluire nella dichiarazione ISEE i cosiddetti "redditi da capitale", ovvero gli interessi da depositi o obbligazioni, le plusvalenze da vendita di titoli e fondi (o da switch di questi), i "proventi" da fondi e i dividendi azionari (elenco completo nell'art. 44 del TUIR - testo Unico delle Imposte sui Redditi - https://www.brocardi.it/testo-unico-imposte-redditi/titolo-i/capo-iii/art44.html)

Si tratta di una voce che in passato era indicata anche come "Redditi diversi".

Facendo delle ricerche online ed interrogando in modo generico alcuni motori di intelligenza artificiale, si viene erroneamente confermati  sul fatto che questi redditi vadano dichiarati e inseriti in qualche quadro della DSU.

Questa indicazione è però errata! Infatti risalendo, con un po' di fatica, alle fonti pubblicate sul portale unico ISEE, è possibile spazzare via ogni dubbio e concludere che

i redditi da capitale (interessi, plusvalenze, proventi, dividenti)
NON vanno riportati in alcun riquadro della DSU.

Perché le rendite finanziarie non vengono assimilate ai redditi da lavoro ai fini ISEE?

L'ISEE è un indicatore della ricchezza che distingue tra due sole categorie:

  • la ricchezza accumulata (patrimoni immobiliari e mobiliari o finanziari)
  • la capacità di produrre ricchezza tramite il lavoro.
Le rendite prodotte dai patrimoni, siano questi immobiliari (locazioni o rendite catastali da case, terreni...) o mobiliari (cosiddetti redditi finanziari o "da capitale"), vengono considerati parte del patrimonio stesso, rilevato in fase di pre-compilazione.

Ecco come controllare tutto ciò tramite le informazioni messe a disposizioni da INPS.

Quanto scriviamo è aggiornato alle istruzioni DSU 2025 - le più recenti disponibili sul sito al 12.01.2026.

Come reperire le "Istruzioni DSU" più aggiornate

Queste vengono messe a disposizione nel portale INPS al seguente percorso:

Portale unico ISEE >Informazioni >  "Modulistica e Modelli" https://servizi2.inps.it/servizi/PortaleUnicoISEE/Informazione

Abbiamo dato in pasto il documento all'intelligenza artificiale, usando ChatGPT per l'occasione, e abbiamo formulato il seguente prompt:
 ChatGPT, puoi dirmi se nell'allegato (istruzioni ISEE 2025) trovi informazioni sui redditi da capitale?

Sì, ho controllato l’allegato “Istruzioni ISEE 2025” e ti dico le cose come stanno, senza giri inutili.

I redditi da capitale NON sono trattati come categoria autonoma esplicita con l’etichetta “redditi da capitale” stile manuale universitario.
INPS fa come sempre: li assorbe dentro altre voci. Elegante come un cavo volante.

Nello specifico, dalle istruzioni risulta che:

  • i redditi da capitale rilevanti ai fini ISEE sono quelli fiscalmente rilevanti e

  • vanno indicati se confluiscono nel reddito complessivo IRPEF (cioè da lavoro, ndr) oppure

  • se soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d’imposta, quando espressamente richiesto nei quadri reddituali (cioè di fatto nessuno, perché i riquadri reddituali riguardano i redditi collegati al lavoro, ndr).

Tradotto in italiano umano:

  • interessi, dividendi, proventi finanziari
    NON sempre vanno nei “redditi”, (in realtà mai, se per redditi si intende il riquadro FC4 della DSU - ndr)
    ma SEMPRE incidono nel patrimonio mobiliare (conti, titoli, fondi, ecc.);

  • solo quelli che compaiono nella dichiarazione dei redditi (o che la DSU prevede esplicitamente) entrano come reddito (ma la DSU non prevede esplicitamente nessun reddito da capitale, ndr);

  • il grosso dei redditi da capitale pesa sull’ISEE tramite il patrimonio, non come reddito annuo (parole scrosante, ndr).

Questo è coerente con tutta la normativa ISEE degli ultimi anni, e l’allegato non introduce novità che cambino questa logica.

(fine della risposta ChatGPT)

Consigliamo di continuare la ricerca seguendo il suggerimento dato dalla Chat:
"indicarmi il quadro DSU preciso dove finiscono interessi e dividendi, caso per caso": verrà fuori nessuno

A conferma di tutto questo, osserviamo che nelle istruzioni DSU 2025 (ancora in vigore a gennaio 2026), ci sono 6 esempi in riferimento alla prima sotto-voce del riquadro FC4, ovvero 
6.1 "REDDITI ASSOGGETTATI AD IMPOSTA SOSTITUTIVA O A RITENUTA A TITOLO D’IMPOSTA". Eccoli:
  1. I compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili (LSU) ...
  2. Le prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita comprese nel maturato dal 1° gennaio 2007:
  3. I redditi derivanti dalle prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio
  4. I compensi percepiti per le attività sportive dilettantistiche
  5. Somme per premi di risultato e welfare aziendale
  6. Mance al settore turistico alberghiero e di ricezione.
A meno di essere una AI, non si può non notare che:
  • tutti gli esempi hanno un denominatore comune: sono collegati ad attività lavorative o di previdenza (che dipende dal lavoro!)
  • un elenco di 6 punti, per quanto in generale non possa essere considerato esaustivo, è qualcosa di più di un'elencazione generica in riga che termina con dei puntini o un "eccetera" ...
  • il dettaglio degli esempi permette di dedurre che non sia una dimenticanza se non è stata inclusa categoria importante come i redditi di natura diversa, come sono quelli da capitale. Si tratta di una categoria ben documentata e normata esplicitamente nel TUIR: è difficile ometterla per lasciare posto ai "compensi da sport dilettantistici".
Per quanto riguarda le altre sotto-voci del riquadro FC4, seguono elenchi ancora più lunghi e dettagliati: si invita a leggere direttamente le istruzioni DSU, ma possiamo riassumere in generale che ogni esempio fa riferimento compensi per attività lavorative o assimilabili (es sport, ecc...). Riportiamo le uniche due voci che fanno eccezione rispetto a ciò:
  • 6.4. Redditi fondiari di beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU (si tratta della prima di due eccezioni di reddito da attività non lavorativa. Nota: questa rendita va inserita solo se il patrimonio non è locato! I canoni di affitto non vanno inseriti nella DSU perché già rilevati da agenzia e rientranti nelle rendite non lavorative).
  • 6.7. Reddito lordo dichiarato ai fini fiscali dai residenti all’estero (iscritti all’AIRE) nel paese di residenza (Nota: se anche vi rientrassero i redditi da capitale, vanno inseriti là e non qui)
  • 6.8. Redditi fondiari di beni situati all’estero non locati soggetti alla disciplina dell’IVIE (ecco la seconda eccezione di reddito derivante non dal lavoro: anche questo è ben esplicitato)
Ecco invece le altre sotto-voci, come si vede sono tutte collegate ad attività lavorative o assimilabili.
  • 6.2. Redditi esenti da imposta (esclusi i trattamenti erogati dall’INPS) (segue elenco di 12 punti di varie forme di attività lavorativa o assimilabile ad essa, esente da imposta)
  • 6.3. Proventi agrari ai fini IRAP (specifica: proventi derivanti da attività agricole)
  • 6.5. Trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari non soggetti ad IRPEF e non erogati dall’INPS, ad esclusione di quelli percepiti in ragione della condizione di disabilità
  • 6.6. Redditi da lavoro dipendente prestato all’estero o redditi da pensione di fonte estera tassati esclusivamente all’estero
Conclusione:
Qualora ce ne fosse ancora necessità, confermiamo che non c'è nessuno spazio per i redditi da capitale nella DSU.

Sorge però un ultimo dubbio: come è possibile che a un aspetto così netto non corrisponda un riscontro altrettanto chiaro per il cittadino, portandolo a interrogare il web e le AI per cercare conferme?
Quali indicazioni vengono fornite al cittadino in fase di compilazione della DSU?
Riportiamo le indicazioni fornite al cittadino nel quadro FC4 ("Redditi.."), l'unico che si può compilare a mano. Il testo è ricopiato dal modulo DSU in pdf riportato sul portale unico ISEE (mini o integrale), così come nel modulo online:
Quali redditi devo autodichiarare? Si ricorda di inserire solo i redditi non rilevati da Agenzia delle Entrate attraverso dichiarazione fiscale (modello 730 o Unico) come da istruzioni PARTE 2 – MODULO FC.1 – QUADRO FC4 "REDDITI E TRATTAMENTI DA DICHIARARE AI FINI ISEE" Ulteriori informazioni (...) Gli altri redditi e trattamenti sono rilevati direttamente presso l'INPS e l'Agenzia delle Entrate.

Osserviamo che:
  • se da una parte si invita il cittadino a consultare le istruzioni (saggio consiglio), purtroppo non viene specificato dove trovarle (nessun link è presente nella piattaforma di compilazione);
  • come si è visto, nelle istruzioni non è specificato esplicitamente che i redditi da dichiarare sono quelli derivanti da attività lavorativa, ma si trovano dei lunghi elenchi di esempi. Il cittadino rimane con la domanda: con i redditi che non rientrano in quegli esempi, cosa si deve fare?
  • il riferimento all'agenzia delle entrate è ambiguo: si è portati a pensare che vada inserita ogni forma di reddito non rilevata dall'agenzia, tra cui appunto vi sarebbero i redditi da capitale (che invece non vanno inseriti nella DSU, come abbiamo chiarito in questo articolo) , giacché iil fatto che i redditi da capitale vengano rilevati tramite la stima del patrimonio è una logica interna, non esplicitata da nessuna parte.
Basterebbe inserire, proprio tra le diciture appena riportate, la seguente frase:
  • i redditi da capitale non vanno auto-dichiarati perché vengono rilevati dall'agenzia delle entrate in fase di pre-compilazione e considerati parte integrante del patrimonio mobiliare. Oppure
  • i redditi da capitale non vanno auto-dichiarati perché in questa sezione si prendono in considerazione solo alcuni redditi particolari derivanti da attività lavorativa.

Nonostante i continuo miglioramento della piattaforma e delle informazioni, l'anomalia che abbiamo osservato è un elemento in cui sopravvive una logica burocratica nella quale si preferisce non spiegare in modo univoco al cittadino cosa non è tenuto a fare, lasciandolo nel dubbio e quindi uin una posizione di inferiorità.
Aggiornato il 13 gennaio 2026.

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