DSU 2026 (ISEE): i "ricavi finanziari" non vanno inseriti
Contenuto verificato per: DSU 2026 (redditi 2024); DSU 2025 (redditi 2023)
Sintesi: diversamente da quanto si può reperire interrogando velocemente una AI, a partire dalla DSU 2025 i redditi da capitale (interessi, dividendi, cedole, proventi) così come le plusvalenze non vanno auto-dichiarati nella quadro FC4 "REDDITI E TRATTAMENTI DA DICHIARARE AI FINI ISEE" .
In tale quadro infatti vanno riportati solo redditi derivanti da attività lavorativa o assimilabile ad essa (previdenza, sport). Questo è confermato dagli esempi espliciti riportati nelle istruzioni della DSU.
I redditi finanziari, così come i redditi da locazioni ad esempio, si considerano parte del patrimonio "mobiliare" rilevato automaticamente in fase di pre-compilazione (estratti conto e dossier titoli). Vengono infine elencate le poche eccezioni ai redditi da attività lavorativa da dichiarare, specificate in modo puntuale da INPS.
In passato era poco chiaro come dovessero confluire nella dichiarazione ai fini ISEE i cosiddetti "redditi di natura finanziaria", ovvero:
- gli interessi da depositi bancari, le cedole da obbligazioni, i dividendi azionari e i proventi distribuiti da fondi ("redditi da capitale", art. 44 del TUIR);
- le plusvalenze ottenute dalla vendita o dallo switch di quote di fondi oppure ancora dalla vendita di titoli azionari o obbligazionari (“redditi diversi”, art. 67 del TUIR).
Per riferirci a queste tipologie nel loro insieme useremo il termine "ricavi finanziari".
Facendo delle ricerche online ed interrogando in modo generico alcuni motori di intelligenza artificiale, si viene erroneamente confermati sul fatto che questi ricavi vadano dichiarati e inseriti a mano in qualche quadro della DSU. Questa indicazione è però errata!
Infatti risalendo, con un po' di fatica, alle istruzioni pubblicate sul portale unico ISEE, è possibile spazzare via ogni dubbio e concludere che:
i ricavi finanziari (interessi, cedole, dividendi, proventi e anche plusvalenze) non vanno riportati in alcun quadro della DSU.
Perché i ricavi finanziari non vengono assimilati ai redditi da lavoro ai fini ISEE?
L'ISEE è un indicatore della ricchezza distinta in due sole categorie in base alla loro provenienza:
- la ricchezza proveniente da patrimoni, siano essi immobiliari o mobiliari.
- la ricchezza prodotta da attività lavorativa o assimilabile.
Come verificare tutto questo tramite le informazioni messe a disposizioni da INPS?
Come reperire le "Istruzioni ISEE" più aggiornate
Queste vengono pubblicate sul portale INPS, al seguente percorso:
Portale Unico ISEE > Informazioni > Modulistica e Modelli
https://servizi2.inps.it/servizi/PortaleUnicoISEE/Informazione/ListaModulistica
(data ultimo controllo: 22.01.2026)
Sì, ho controllato l’allegato “Istruzioni ISEE 2025” e ti dico le cose come stanno, senza giri inutili.
I redditi da capitale NON sono trattati come categoria autonoma esplicita con l’etichetta “redditi da capitale” stile manuale universitario.
INPS fa come sempre: li assorbe dentro altre voci. Elegante come un cavo volante.
(...)
Tradotto in italiano umano: interessi, dividendi, proventi finanziari
SEMPRE incidono sul patrimonio mobiliare (conti, titoli, fondi, ecc.);
solo quelli che compaiono nella dichiarazione dei redditi (Modello CU/730/Redditi/PF) entrano come reddito (e quindi pre-compilati: non vanno inseriti a mano! ndr);
il grosso dei redditi da capitale pesa sull’ISEE tramite il patrimonio, non come reddito annuo.
Questo è coerente con tutta la normativa ISEE degli ultimi anni, e l’allegato non introduce novità che cambino questa logica.
Ma allora quali redditi vanno inseriti a mano, ovvero nel quadro FC4 "REDDITI E TRATTAMENTI DA DICHIARARE AI FINI ISEE" ?
- I compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili (LSU) ...
- Le prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita comprese nel maturato dal 1° gennaio 2007:
- I redditi derivanti dalle prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio
- I compensi percepiti per le attività sportive dilettantistiche
- Somme per premi di risultato e welfare aziendale
- Mance al settore turistico alberghiero e di ricezione.
- tutti gli esempi hanno un denominatore comune: sono collegati ad attività lavorative o di previdenza (che dipende dal lavoro!)
- un elenco di 6 punti, per quanto in generale non possa essere considerato esaustivo, è qualcosa di più di un'elencazione generica in riga che termina con dei puntini o un "eccetera" ...
- il dettaglio degli esempi permette di dedurre che non sia una dimenticanza se non è stata inclusa categoria importante come i redditi di natura diversa, come sono quelli da capitale. Si tratta di una categoria ben documentata e normata esplicitamente nel TUIR: è difficile ometterla per lasciare posto ai "compensi da sport dilettantistici".
- 6.4. Redditi fondiari di beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU (si tratta della prima di due eccezioni di reddito da attività non lavorativa. Nota: questa rendita va inserita solo se il patrimonio non è locato! I canoni di affitto non vanno inseriti nella DSU perché già rilevati da agenzia e rientranti nelle rendite non lavorative).
- 6.7. Reddito lordo dichiarato ai fini fiscali dai residenti all’estero (iscritti all’AIRE) nel paese di residenza (Nota: se anche vi rientrassero i redditi da capitale, vanno inseriti là e non qui)
- 6.8. Redditi fondiari di beni situati all’estero non locati soggetti alla disciplina dell’IVIE (ecco la seconda eccezione di reddito derivante non dal lavoro: anche questo è ben esplicitato)
- 6.2. Redditi esenti da imposta (esclusi i trattamenti erogati dall’INPS) (segue elenco di 12 punti di varie forme di attività lavorativa o assimilabile ad essa, esente da imposta)
- 6.3. Proventi agrari ai fini IRAP (specifica: proventi derivanti da attività agricole)
- 6.5. Trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari non soggetti ad IRPEF e non erogati dall’INPS, ad esclusione di quelli percepiti in ragione della condizione di disabilità
- 6.6. Redditi da lavoro dipendente prestato all’estero o redditi da pensione di fonte estera tassati esclusivamente all’estero
Conclusione
Da dove si originano allora i dubbi?
Quali redditi devo auto-dichiarare? Si ricorda di inserire solo i redditi non rilevati da Agenzia delle Entrate attraverso dichiarazione fiscale (modello 730 o Unico) come da istruzioni PARTE 2 – MODULO FC.1 – QUADRO FC4 "REDDITI E TRATTAMENTI DA DICHIARARE AI FINI ISEE" Ulteriori informazioni (...) Gli altri redditi e trattamenti sono rilevati direttamente presso l'INPS e l'Agenzia delle Entrate.
(testo incollato dal modulo DSU in PDF riportato sul portale unico ISEE mini e integrale)
- anche se il cittadino viene invitato a consultare le istruzioni di compilazione, purtroppo non viene specificato dove trovarle: nessun link né percorso infatti viene fornito dalla piattaforma di compilazione;
- come si è visto, nelle istruzioni non viene esplicitato che i redditi da dichiarare sono solo quelli derivanti da attività lavorativa, mentre vengono forniti dei lunghi elenchi di casi. Ecco quindi che il cittadino rimane con la domanda: con i redditi che non rientrano in quegli esempi, cosa si deve fare?
- il riferimento all'agenzia delle entrate è ambiguo: si è portati a pensare che vada inserita ogni forma di reddito non rilevata dall'agenzia, tra cui appunto vi sarebbero i redditi da capitale (che invece non vanno inseriti nella DSU, come abbiamo chiarito in questo articolo), giacché il fatto che i redditi da capitale vengano attribuiti al patrimonio mobiliare è il risultato una logica interna non esplicitata da nessuna parte.
- i redditi da capitale non vanno auto-dichiarati perché vengono rilevati dall'agenzia delle entrate in fase di pre-compilazione e considerati parte integrante del patrimonio mobiliare.
- i redditi da capitale non vanno auto-dichiarati perché in questa sezione si prendono in considerazione solo alcuni redditi particolari derivanti da attività lavorativa, tranne le eccezioni elencate nelle istruzioni di compilazione disponili all'indirizzo ....)
